Argomento del Mese

 

In questo spazio proporremo degli argomenti, inerenti alla menopausa, che cercheremo di esporre ed approfondire in maniera sintetica ma sufficientemente esaustiva alla luce delle acquisizioni scientifiche più recenti.

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Stile di vita e prevenzione cardiovascolare

Per sottolineare l'importanza che viene sempre più riconosciuta alle corrette abitudini di vita per la prevenzione di diverse patologie, in particolare di quelle cardiovascolari, riportiamo la traduzione degli abstract di 2 articoli, dal Nurses' Health Study, il primo su attività fisica e riduzione del rischio di stroke, il secondo su stile di vita e riduzione del rischio per patologia coronarica.

1) "Physical Activity and Risk of Stroke in Women" di Hu FB, Stampfer MJ, Colditz GA, et al pubblicato su JAMA il 14 giugno 2000 (volume 283 N° 22 pp. 2961-67).

Contesto: E' stato dimostrato che un aumento dell'attività fisica è associato ad una riduzione sostanziale del rischio di malattia coronarica (ndr: a questo proposito si segnala l'articolo di Manson JE et al., NEJM 1999 nel quale si evidenzia come le donne che diventano attive nella mezza età, o più tardi, hanno un rischio per malattia coronarica inferiore a quello delle coetanee che rimangono sedentarie. In particolare 3 ore a settimana di cammino a passo veloce o 3 volte a settimana 30 minuti di attività fisica moderata o intensa comportano una riduzione del rischio per malattia coronarica del 35%.) Il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione dell'ictus è invece meno definito.

Obiettivo: Esaminare l'associazione tra attività fisica e rischio dei vari tipi di stroke nelle donne.

Disegno dello studio: Il Nurses' Health Study è uno studio di coorte prospettico riguardante soggetti residenti in 11 stati degli USA.

Soggetti: 72.488 infermiere di età compresa tra i 40 e i 65 anni che all'ingresso dello studio, nel 1986, non avevano malattie cardiovascolari o neoplastiche, e che hanno completato questionari sull'attività fisica nel 1986, 1988 e 1992.

Parametri principali: Stroke verificatisi tra il momento d'ingresso nello studio (1986) e il 1° giugno 1994, correlati con i quintili del livello di attività fisica misurata con il METs (metabolic equivalent tasks) in ore per settimana.

Risultati: Durante 8 anni di follow-up (560.087 persone-anno), sono stati documentati 407 casi di ictus (258 ictus ischemici, 67 emorragie subaracnoidee, 42 emorragie intracerebrali, e 40 ictus non specificati). Dall'analisi multivariata, controllando per età, indice di massa corporea, storia di ipertensione e altri fattori, è risultato che l'incremento dell'attività fisica è inversamente associato con il rischio di ictus. I rischi relativi (RRs) nei diversi quintili, dal più basso al più alto per livello di attività fisica, sono risultati 1.00, 0.98, 0.82, 0.74 e 0.66 (P per il trend = 0.005). La correlazione inversa è stata vista principalmente per l'ictus ischemico (RRs per quintili, dal più basso al più alto per livello di attività fisica: 1.00, 0.87, 0.83, 0.76, e 0.52; P per il trend = 0.003). L'attività fisica non è risultata significativamente associata con l'emorragia subaracnoidea o con l'emorragia intracerebrale. Camminare è risultato associato con un rischio ridotto di ictus complessivo (RRs per quintili, dal più basso al più alto per livello di intensità: 1.00, 0.76, 0.78, 0.70 e 0.60; P per il trend = 0.02) e ictus ischemico (RRs per quintili, dal più basso al più alto per livello di intensità: 1.00, 0.77, 0.75, 0.69 e 0.60; P per trend = 0.2). Camminare velocemente o a grandi passi è risultato associato con un rischio di ictus complessivo e ischemico più basso di quello riscontrato con un'andatura media o casuale.

Conclusioni: Questi dati indicano che l'attività fisica, inclusi esercizi di moderata intensità come camminare, è associata, in modo dose-dipendente, con una sostanziale riduzione del rischio di ictus, complessivo e ischemico.

2) "Primary Prevention of Coronary Heart Disease in Women through Diet and Lifestyle" di Stampfer MJ, Frank BH, Manson JE et al pubblicato sul New England Journal of Medicine il 6 luglio 2000 (volume 343 pp. 16-22).

Background: Sono stati identificati diversi fattori di rischio per malattia coronarica legati allo stile di vita, ma poco si conosce circa il loro effetto sul rischio di malattia quando considerati insieme.

Metodi: Sono state seguite 84.129 donne nell'ambito del Nurses' Health Study che non presentavano all'ingresso dello studio, nel 1980, malattie cardiovascolari, cancro o diabete. Periodicamente sono state raccolte informazioni sulla dieta e sullo stile di vita. Durante 14 anni di follow-up sono stati documentati 1.128 casi di eventi coronarici maggiori (296 morti per malattia coronarica e 832 infarti non fatali). Sono stati definiti soggetti a basso rischio le non fumatrici, con indice di massa corporea < 25, con un consumo giornaliero medio equivalente a 1/2 drink di sostanze alcooliche, impegnate in attività fisica da moderata a vigorosa (incluso il cammino veloce) in media per 30 minuti al giorno, e che rientrano nel 40% più alto della coorte per assunzione di cereali, di acidi grassi marini n-3, di folati, con alto rapporto tra grassi polinsaturi e saturi, e basso rapporto tra grassi trans e carico glicemico.

Risultati: Molti fattori sono risultati correlati, ma ognuno è risultato indipendentemente e significativamente predittivo del rischio, anche dopo correzione per età, storia familiare, presenza o assenza di ipertensione, livelli elevati di colesterolo, e stato menopausale. Le donne appartenenti alla categoria a basso rischio (che costituivano il 3 % della popolazione), sono risultate avere un rischio relativo per eventi coronarici di 0.17 (intervallo di confidenza 95%, 0.07-0.41) rispetto a tutte le altre. L'82% degli eventi coronarici verificatesi nella coorte in studio potrebbero essere attribuiti alla mancata adesione a questo modello, di stile di vita, cui aderiscono i soggetti definiti a basso rischio (n.d.r. vedi nel paragrafo metodi).

Conclusioni: Nelle donne, l'adesione alle guidelinea sullo stile di vita, che includono la dieta, l'esercizio fisico e l'astensione dal fumo, è associata ad un rischio bassissimo per malattia coronarica.

Sempre dal Nurses' Health Study si segnalano altri 2 lavori "Trends in the Incidence of Coronary Heart disease and Changes in Diet and Lifestyle in Women" di Hu FB, Stampfer MJ, Manson JE et al. pubblicato sul New England Journal of Medicine del 24 agosto 2000 (Vol. 343, N° 8, pp. 530-7), e "Whole Grain Consumption and Risk of Ischemic Stroke in Women" di Liu S, Manson JE, Stampfer MJ et al. pubblicato su JAMA del 27 settembre 2000 (Vol. 284, N° 12, pp. 1534-1540).

Si segnala, sempre nell'ambito delle modificazioni dello dello stile di vita, un'articolo sulle linee guida cliniche per l'esercizio fisico negli anziani (sul JAGS 2000; 48: 318-324) per chi volesse indirizzare adeguatamente ad un programma di attività fisica anche i pazienti di età più avanzata.

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