Isteroscopia e menopausa
A cura di Roberto Fanfani
L’isteroscopia moderna è nata negli anni ’70 grazie all’impiego di nuove tecniche di illuminazione e di distensione della cavità uterina che hanno consentito al ginecologo di migliorare la diagnosi e la terapia delle patologie di questo organo, abbandonando progressivamente la pratica del "raschiamento" uterino. Infatti, l’isteroscopia è una metodica più sicura, più efficace, più facile da eseguire, meno invasiva nei confronti della paziente, e anche meno costosa.
L’indicazione principale all’esecuzione di una isteroscopia è rappresentata da perdite di sangue irregolari che si possono presentare nell’età fertile, al di fuori del ciclo mestruale, ma soprattutto nei periodi della premenopausa e postmenopausa. Con l’esame diretto della cavità uterina si possono così evidenziare polipi e fibromi sottomucosi che rappresentano la causa più frequente del sanguinamento irregolare e possono essere confermate eventuali irregolarità della cavità stessa segnalate da una ecografia pelvica o una isterosalpingografia.
L’esecuzione dell’esame risulta facile nella maggior parte dei casi, sia nella pre che nella postmenopausa. Nella nostra decennale pratica ospedaliera, il 97% degli esami isteroscopici è stato eseguito con successo in ambulatorio. Solo poche pazienti hanno richiesto l’esecuzione dell’indagine con ricovero breve, in regime di day-hospital, soprattutto per le precarie condizioni di salute associate ad una stenosi serrata del canale cervicale nella post-menopausa.
L’isteroscopia viene eseguita in una comune stanza da visita ginecologica ambulatoriale. La paziente assume la posizione litotomica dorsale, la stessa della visita ginecologica e l’impiego di una telecamera consente al medico di seguire l’esame sul monitor, spiegandolo alla paziente. Abitualmente la distensione della cavità uterina avviene mediante l’insufflazione di anidride carbonica o l’irrigazione di soluzione fisiologica; quasi mai è necessario l’inserimento dello speculum o di pinze da collo per evidenziare il collo uterino ed il canale cervicale e ciò rende l’esame più rapido e meno invasivo. La preparazione della paziente è importante: essa prevede una informazione adeguata sull’esame, l’esecuzione di alcuni test per le infezioni virali (HbsAg, HCV, HIV) e una visita ginecologica. Non è richiesto il digiuno e, al momento dell’esame, il medico può somministrare alla paziente alcune gocce di Atropina sublinguale per prevenire l’insorgenza di un riflesso vagale ipotensivo. In genere, l’esame non è doloroso e non richiede una preparazione farmacologica: è probabilmente fastidioso e l’emotività può talvolta renderlo più disagevole. L’esperienza dell’operatore gioca in questo un ruolo importante. Dopo l’esecuzione dell’isteroscopia, la donna può avvertire alcuni fastidi legati alla dilatazione dell’utero e a contrazioni, che in genere durano alcuni minuti, e scarse perdite di sangue che si possono protrarre per alcune ore. Nella nostra esperienza, solo raramente la donna ha richiesto una osservazione più lunga di alcuni minuti dopo l’esame, riprendendo normalmente in giornata la sua attività.